martedì 28 febbraio 2012

World War Z

Non che questa opera seconda sugli zombi dello scrittore statunitense Max Brooks, figlio d’arte del noto regista Mel, abbia molto a che vedere con la paleontologia, anche se l’ambientazione post apocalittica che riporta l’umanità ad uno stato primordiale è sempre riconducibile alla preistoria dell’uomo (almeno dal punto di vista emotivo). Ma lo stralcio di monologo che segue, una sorta di intervista ad uno dei reduci della famigerata guerra agli zombi, di cui è costituita la struttura narrativa del libro, ha il suo indubbio fascino.

« […] I branchi di bestie selvatiche, ecco quello che più mi faceva paura. E non sto parlando di cani. Coi cani sapevi cosa fare. L’attacco di un cane era sempre telefonato. No, sto parlando di un’altra razza, anzi, di altri “razzi”1: erano come leoni, quei gatti, metà puma e metà tigri dell’era glaciale dal cazzo a sciabola. Magari erano davvero dei puma, di sicuro lo sembravano, o forse erano solo la progenie di gatti domestici che si erano salvati perché erano dei veri rottinculo. Ho saputo che su al nord erano ancora più grossi, per qualche legge di natura, roba di evoluzione2. Ne capisco davvero poco di ecologia, non vado oltre quel paio di documentari prebellici. Ho sentito dire che la trasformazione dei gatti era dovuta al fatto che i topi erano tipo dei nuovi corvi; veloci e abbastanza furbi da tenersi alla larga da Zom (zombi, NdR), si nutrivano di cadaveri, si moltiplicavano a milioni, vivevano sugli alberi e tra le rovine. Erano diventati anche loro dei bei rottinculo, quindi qualsiasi animale abbastanza tosto da dargli la caccia doveva essere ancora più rottinculo. Ed ecco i razzi, grandi in media il doppio del normale, zanne, artigli e una vera e propria passione da tossici per il sangue caldo. »

1Chiamati così per la rapidità e la potenza dei loro attacchi.
2Al giorno d’oggi, non esistono dati scientifici che comprovino gli effetti della legge di Bergmann durante la guerra.

World War Z. La guerra mondiale degli Zombi (World War Z. An horal History of the Zombie War - 2006) di Max Brooks
Cooper storie, Cooper (2007)
Traduzione di Nello Giugliano
Fotografia di copertina di Robert Manrika
Grafica di copertina di Fabio Rizzo


domenica 19 febbraio 2012

DCO Firenze 2012: il depliant

Ecco il depliant a quattro ante della mostra DCO. In copertina Dracorex hogwartsia e, all’interno, le due ante mostrano uno scenografico Dilophosaurus a corredo dell’introduzione in doppia lingua.


sabato 11 febbraio 2012

DCO Firenze 2012: la mappa ufficiale

In anteprima mondiale, ecco la mappa della mostra DCO alla sua tappa fiorentina.
La mappa è una elaborazione in assonometria isometrica basata sui disegni in pianta del Museo.
In rosso la parte DCO; in verde e in giallo le parti del museo abbinate alla mostra.


DCO Firenze 2012: i volantini

Come per ogni edizione, aggiorno e adatto l’immagine della mostra per le esigenze del caso e stavolta, il mitico Dilophosaurus, avrà un compagno di promozione: Dracorex hogwartsia!

DCO si appresta alla sua tappa fiorentina, dal primo marzo al due settembre, presso la sezione di Geologia e Paleontologia e la sezione Orto Botanico del Museo di Storia Naturale di Firenze.



DCO Junior con Davide Bonadonna

La prima uscita del progetto Dinosauri in Carne e Ossa Junior, vede un lavoro degli inizi di Davide Bonadonna comparato ad una sua recente illustrazione. Davide, oggi, è un illustratore scientifico affermato nonché l’illustratore ufficiale della mostra e compagno d’avventura nel gruppo Prehistoric Minds.
Ho scelto di comparare la recente illustrazione, nata come scenografia per la mostra, al disegno d’infanzia perché ci ho trovato alcune analogie sia di composizione che cromatiche, nonostante l’una raffiguri mammiferi e l’altra rettili preistorici.

Per il fondo ho utilizzato il nero. In generale, non mi piace utilizzare fondi piatti digitali, men che meno il nero (troppo profondo e pesante), ma mi serviva da raccordo per il fondo del blog della mostra.


giovedì 9 febbraio 2012

Dinosauri in Carne e Ossa Junior

Con questo post comincerò a parlare nelle pagine del mio blog di quello che mi compete di più, cioè il mio lavoro di grafico e videomaker, attraverso le collaborazioni con l’Associazione Paleontologica APPI e la mostra itinerante interamente italiana Dinosauri in Carne e Ossa, oltre ai lavori delle Prehistoric Minds (di cui faccio parte).

Dopo questo cappello,  presento ufficialmente il nuovo logo per Dinosauri in Carne e Ossa (DCO) sezione “junior”. Per ora la sezione riguarda una bella iniziativa sulla pubblicazione dei disegni di bambini di oggi e di ieri. I lavori sono pubblicati online nei social network o nei blog interessati.
Il logo riprende quello storico DCO con l’aggiunta del colore arancione nella scritta “in carne e ossa” (storicamente nera o bianca) in raccordo alla parola “junior”, anch’essa arancione,  in un carattere informale e giocoso.